Intervento on. Toia
Il bilancio UE, non solo contabilità
Il bilancio, soprattutto quello europeo di oggi, non è un problema di soldi ma si tratta della scelta politica se l'Europa debba esistere e di cosa debba fare, insomma una specie di lotta sul futuro dell'UE. È, infatti, palese che i paesi più ricchi potrebbero tranquillamente sostenere un bilancio più forte se solo fossero convinti della necessità di difendere e rilanciare l'Europa. La colpa della Merkel non è quella di lesinare un miliardo in più o in meno, ma di non credere, al momento delle scelte concrete, al ruolo e ai compiti dell'Europa. Di questo dovrebbero prendere atto, una volta per tutte, i tanti vagheggiatori domestici di un fantomatico PPE-sezione italiana. Ecco dunque cosa si giocherà giovedì a Bruxelles, quando il Consiglio Europeo dovrà predisporre una proposta di bilancio pluriennale (il cosiddetto Multiannual Financial Framework) per gli anni 2014 – 2020 da presentare al Parlamento per trovare quella "codecisione" che ne consenta l’approvazione.Tira, al riguardo, una bruttissima aria, ma riassumiamo un po’ i termini della questione. Sul tappeto c’era una proposta della Commissione Europea che prevedeva un bilancio di 1.047, 707 miliardi di euro (corrispondente al 1,09 % del Pil europeo).





Prendendo la parola oggi, nel corso di una conferenza stampa durante la sessione plenaria a Strasburgo, Hannes Swoboda, leader del Gruppo S&D, ha commentato gli ultimi sviluppi in Grecia. Si è riferito, in particolar modo, all'accettazione del pacchetto presentato dalla Troika, ovvero dalla Commissione, dal FMI e dalla BCE.